demetra sine die

a quiet land of fear

“La traccia di apertura, Red Sky of Sorrow, ha il compito di trascinarci dentro ad un wormhole dalle pareti noise: crescendo di basso e batteria, cantato e controvoce da soffocamento, scariche elettriche. Atmosfere che fanno del lavoro dei Demetra Sine Die principalmente un concentrato di musica dark ambient.
Ma non solo. Disco riflessivo e dalle atmosfere oscillanti tra la claustrofobia soffocante e il totale galleggiamento cosmico in assenza di gravità, abbraccia influenze e stili multiformi: il post rock, il doom, la psichedelia ma anche il grunge, l’alt metal, l’industrial e un’infinità di sound distintivi che sono argomenti non solo sfiorati ma intrecciati fino a formare una solida colonna vertebrale che, stoicamente, sorregge tutta la tracklist, dalla prima alla nona traccia.
Tra tutte, A Quiet Land of Fear, oltre ad essere la title track, è il brano che convalida ancor più esaurientemente l’album ed il percorso della band genovese.
0 Kilometeres to Nothing e Distances (brano più lungo, coi suoi 8 minuti e mezzo, estratto dall’EP omonimo del 2010) coi loro polistrumentismi à la Swans, le chitarra da cavalcata, la contrapposizione di quest’ultima con batteria e basso ed il finale secco sono canzoni ben realizzate.
E potremmo così, in modo semplice, ripetitivo e diretto, descrivere anche Silent Sun e That Day I Will Disappear: canzoni ottimamente riuscite.
I Demetra Sine Die si fanno rispettare e meritano assolutamente una menzione d’onore all’interno del panorama italiano.
Non serve aggiungere altro: A Quiet Land of Fear è davvero un ottimo album.”

2012

BloodRock Records

Recording, mix, mastering

Doom, psichedelic, rock, industrial

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